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MOIRAGHI la biglia di Pantani

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LA BIGLIA DI PANTANI
di Paolo Moiraghi

Tornando dalla riviera romagnola, al termine delle vacanze, vedo la biglia di Marco Pantani. Si trova a Imola, ai piedi della palazzina della Mercatone Uno. E’ una enorme biglia, metà rossa e metà trasparente, come quelle con cui si gioca sulla spiaggia tracciando una pista sulla sabbia. E nella metà trasparente c’è lui, il Marco Pantani. Maglia rosa, pantaloncini gialli e sguardo provato dal sudore e dalla fatica. Non sono un appassionato di ciclismo, io! Ma di anime e sentimenti, si! Forse perché lui, Marco Pantani da Cesenatico, l’ho visto poco prima di andarsene per sempre, una fredda e tersa mattina di gennaio chiuso in un giubbottino marrone. Largo Cairoli, Milano. Qualche rotondità in più ma soprattutto lo sguardo basso e triste di chi, come me, come lui, come tutti i “sensibili fragili”, ha passato tanti momenti chino a guardare l’asfalto. Ma è un correre lento, giù dalla bici alla ricerca di qualcosa, o meglio di qualcuno, lontano. Molto lontano! Nessuno più di me, caro Marco, ti capisce. Nessuno più di me ha capito, che sovente nella vita, ci pedalano in testa. A dispetto di tutto e di tutti. Ciao Marco! Ti saluto; senza retorica e senza un subdolo scopo velato, come purtroppo accade intorno al “personaggio”, in quest’epoca confusa.

Paolo Moiraghi

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