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Mantovani - ...statistiche

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VOGLIO USCIRE DALLE STATISTICHE
di Emanuele Mantovani

Voglio uscire dalle statistiche, basta, non voglio più stare chiuso in uno di quei numeri seguiti dal “percento”.
Ci pensavo già ieri sera prima di andare a letto, mentre sorseggiavo la tisana rilassante.
Un momento…io con quel mio comportamento rientravo già in quel 32 % di italiani che si aiuta, con sostanze medicinali od omeopatiche, a prendere sonno.
Mi accorgo ora che tutto è statistica.
Mi rattrista in particolare pensare alle statistiche legate alle patologie “…signora un problema come il suo nel 58 % dei casi viene risolto con un’ intervento chirurgico, nel 22 % dei casi con una terapia mirata e nel 20 % dei casi regredisce spontaneamente, tenga conto che l’ intervento chirurgico nel 62 % dei casi non presenta particolari difficoltà, nel 30 % possono subentrare complicazioni e per il restante 8 %….lei cosa intende fare ?”. Pauroso.
Ma guardando a cose più leggere, le statistiche oggigiorno decidono anche le mode. Già, perché io sono convinto che le statistiche non vengono stilate a posteriori, ma prima ancora che quel capo, quell’ accessorio, quello stile, quel taglio di capelli eccetera, venga ricercato e adottato dalla massa.

L’ESEMPIO

Un esempio banale, ma che in questo momento mi sconfinfera, è, per l’ uomo, il calzino corto, medio o lungo.
“ …scusi lei come lo porta il calzino ?” ecco pronta la statistica: il 18 % degli italiani adotta il calzino corto, il 44 % medio ed il restante 38 % porta la calza lunga. Ecco allora che, con l’ influenza della statistica, la percentuale, ora del 45 %, degli italiani con il calzino medio tenderà ad aumentare, l’ attuale valore del 38 % con la calza lunga resterà invariato con tendenza al rialzo mentre il valore della percentuale degli italiani con il calzino corto, ora 18 %, è destinato al ribasso e a confermare la sua attuale posizione di fanalino di coda. Questo comporterà, nel settore produttivo, un’ incremento nella produzione dei calzini medi e lunghi in percentuali diverse, mentre la produzione del calzino corto rimarrà stabile nella più rosea delle previsioni. Fino a quando, con i magazzini strapieni di calzini corti invenduti, qualcuno non si prenderà la briga di presentare una statistica aggiornata, che vede al primo posto un 50 % di italiani con la predilezione per il calzino corto, un 35 % per il calzino medio ed il restante 15 % per la calza lunga.
Sono solo personali illazioni (?).


STATISTICHE : COME, DOVE E QUANTI

Ma chi redige queste statistiche non ha l’ obbligo di comunicare la tipologia e il numero dei soggetti interessati dall’ indagine, dove e come sono stati reperiti, da chi e per conto di chi, come è stata formulata la domanda, il sistema con il quale sono stati contattati (per strada, sul luogo di lavoro, telefonicamente…) ? Sembra proprio di no.
Ditemi infatti, a tutte le statistiche che la stampa, la radio e la tv ci propinano, quante volte e con che chiarezza sono seguite tali informazioni.
Un esempio : se una statistica stilata evidenziasse che su mille persone intervistate il 93 % è di fede interista e che su questa base si potrebbe creare una proiezione nazionale, omettendo di comunicarci che l’ indagine si è svolta nell’ Interclub Bar di Lainate, ecco che forse a qualche cugino milanista verrebbe il dubbio di simpatizzare per una squadra che deve spartirsi il restante 7 % del tifo nazionale con tutte le altre squadre del Campionato !


LA VERITA’ AD OGNI COSTO (?)

E poi, parliamoci chiaro, quanti di noi intervistati hanno sempre risposto la verità ? Quanti di noi trovandosi un microfono puntato non hanno li per li inventato abitudini mai avute, dichiarato determinate scelte fatte ma in realtà mai perseguite, infondate predilezioni per stili sempre aborriti ?
E che dire poi delle indagini, per stilare statistiche, svolte attraverso i call center ?. Arrivi verso sera a casa, magari dopo una giornata di lavoro finita peggio di come era iniziata e magari hai dei figli che ti organizzano l’ altra faccia della moneta, l’ altra metà del cielo, in pratica il secondo lavoro fatto di compiti, di cerotti, di lavaggi forzati, di cruenti litigi tra fratelli, di cucina, di padelle e….cosa succede ? squilla il telefono
“…oh ca….aspetta che spengo la lavatrice, il gas il gas, fammi spegnere il gas…ma chi ca…sarà ? aspetta….PRONTO !? “
“ Siiii…grrr…buonas… è Telecom…grrr..po..fare qualc…doma…”
“ Scusi ma non si capisce niente, chi è ?”
“E’ Teleco..grrr..signo.. po..fare qualc…doma…”
E lì cominci, inconsciamente, a farti tu delle domande : ma se ho capito bene è Telecom, ma allora come è possibile che un’ azienda telefonica nazionale abbia una qualità di linea incomprensibile ? e mentre tu ti poni questi quesiti la tua interlocutrice ha già iniziato con la sequela di domande : “..quanti sie…grrr…famiglia ad usa…grrr…lefono ?” “..tutti…..grrrr…giorenni ?” “….?”
E così, girando per casa cercando di continuare le tue faccende con il cordless premuto sull’ orecchio, laurea Honoris Causa al suo inventore, rispondi alle domande con il tuo tono di voce che diventa sempre più flebile e con il contenuto delle tue risposte sempre meno convincente, ma non importa, in fondo anche dall’ altra parte del telefono le domande vengono poste meccanicamente, tant’ è che a volte ti piazzano li un “..PRONTO !?” non tanto per accertarsi della tua presenza in linea, ma per stanarti da quel torpore che ormai ti risulta difficile celare e per “rianimare” ancora la conversazione.
Ecco, quando ormai la cena è pronta, vedi Simmenthal, i bambini hanno terminato con il DiDò la riproduzione scala 1:1 del David di Donatello, purtroppo sul tappeto, e tuo marito, o tua moglie, ha già indossato il pigiama comunicandoti così il suo disprezzo, dall’ altro capo del telefono giunge un “ Grazie e…grrr…nasera “
Con l’ orecchio paonazzo giuri a te stessa che d’ ora in poi alle telefonate farai rispondere i bambini ai quali insegnerai che se qualcuno chiede del capofamiglia dovranno rispondere “..un’ attimo che vedo se papà ha finito di picchiare la mamma….!”

CONCLUDENDO

E così, tirando le somme a questo mio sfogo, mi domando : a quando la statistica di chi apprezza o meno le statistiche ?


p.s. : tutti i valori delle statistiche riportate sono frutto della fantasia ma sono sicuro che non soffriranno mai di solitudine !!…..

Emanuele Mantovani

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