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IL FORNO

LA ZONA

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I LFORNO DI DANTE E MARIA angolo Sarpi Messina

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Ha chiuso anche il Forno di via Messina angolo Paolo Sarpi.
Non ho detto "anche" per un errore nella costruzione della frase, ma ho detto anche per quel senso di rassegnazione che ti pervade ogni volta che ti accorgi che la mutazione della tua zona, la nostra(?) zona, è inarrestabile. La piccola Parigi, come veniva definita la Via Paolo Sarpi anni fa, non esiste più e quello che più ferisce è il vedere che "anche" le ultime testimonianze, quelle che sembravano immortali, spariscono una ad una sempre meno lentamente. Come anche lo scrittore Carlo Castellaneta descriveva, questa era la zona di Milano dove trovavi, grazie agli artigiani che la popolavano, cose che altrimenti non potevi trovare. Era unita, la Via Paolo Sarpi, nel pressapochismo popolare, a Porta Volta e per questo era facile sentire, nei negozi delle zone limitrofe, i commercianti consigliare ai clienti "...e no sciura, per truà che la roba chi la ga de andà a Porta Volta..."
Adesso, per merito di quell' inarrestabile processo di trasformazione scaturito da non sappiamo quale disegno, ci vogliono convincere che quello che sta succedendo è giusto, che questo è il normale percorso che la società deve percorrere per potersi considerare moderna e al passo con i tempi. Ma come si può considerare tutto positivo quando cominciano a mancare le cose basilari per poter vivere? Come si può definire moderna e funzionale una società che spinge alla chiusura un forno che ha visto generazioni e generazioni di abitanti alimentarsi con il pane prodotto nel retrobottega?
Vorrà dire che così come alcuni virus si abituano agli antibiotici, anche noi ci abitueremo ad alimentarci di scarpe di plastica, bigiotteria, giochetti elettronici e tante altre gozzoviglie che le nuove attività commerciali presenti in zona ci propinano.

Emanuele Mantovani

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FAMIGLIA BRESCIANI

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ANNI 60LA SIGNORA BRUNAIL SIGNOR LUIGIVIA MESSINA

CENNI STORICI




Il
Forno di via Messina angolo Paolo Sarpi ha visto come ultima gestione la famiglia Cavallari. Dante era il fornaio per eccellenza avendo inziato da bambino, con il padre, la sua carriera tra forni farina e pane, mentre al banco la moglie Maria ha servito per ben 27 anni la clientela di zona. Prima di loro, venuti subito dopo una gestione durata solo un paio di anni, era stata la volta della gestione della famiglia Bresciani, dal 1955 al 1979 . Anche in questo caso il capo famiglia, Luigi Bresciani, sfornava il pane le pizze e quant' altro, mentre la moglie Bruna era addetta alla vendita al banco.
Pare comunque che la storia del forno torni ancora più indietro perchè, come ci ha fatto notare la signora Maria Cavallari, la canna fumaria del forno è parte integrante della muratura del palazzo e non è stata quindi inserita successivamente alla sua costruzione. Questo rende, se possibile, ancora più triste la mancanza del calore di quel forno, simbolico luogo di aggregazione della comunità nella nostra zona.

Emanuele Mantovani

FAMIGLIA CAVALLARI

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AL BANCODANTEIL NEGOZIOLA PARTENZA

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